venerdì 24 febbraio 2023

Fiori sopra l'inferno - Recensione

 

Ciao a tutti, cari Eclettici!

Ho appena terminato Fiori sopra l'inferno, romanzo d'esordio di Ilaria Tuti, da cui è stata tratta la serie tv trasmessa questo mese su Rai1. Cosa ne penso? Scorrete per scoprirlo!

 


«Tra i boschi e le pareti rocciose a strapiombo, giù nell’orrido che conduce al torrente, tra le pozze d’acqua smeraldo che profuma di ghiaccio, qualcosa si nasconde. Me lo dicono le tracce di sangue, me lo dice l’esperienza: è successo, ma potrebbe risuccedere. Questo è solo l’inizio. Qualcosa di sconvolgente è accaduto, tra queste montagne. Qualcosa che richiede tutta la mia abilità investigativa.
Sono un commissario di polizia specializzato in profiling e ogni giorno cammino sopra l’inferno. Non è la pistola, non è la divisa: è la mia mente la vera arma. Ma proprio lei mi sta tradendo. Non il corpo acciaccato dall’età che avanza, non il mio cuore tormentato. La mia lucidità è a rischio, e questo significa che lo è anche l’indagine.
Mi chiamo Teresa Battaglia, ho un segreto che non oso confessare nemmeno a me stessa, e per la prima volta nella vita ho paura.»

giovedì 16 febbraio 2023

Fiore di roccia - Recensione

 

Buon giovedì a tutti voi, cari Eclettici!

La recensione della settimana è dedicata a un romanzo storico che celebra le donne e la loro forza: Fiore di roccia di Ilaria Tuti.



Quelli che riecheggiano lassù, fra le cime, non sono tuoni. Il fragore delle bombe austriache scuote anche i villaggi, mille metri più giù.
Restiamo soltanto noi donne, ed è a noi che il comando militare italiano chiede aiuto: alle nostre schiene, alle nostre gambe, alla nostra conoscenza di quelle vette e dei segreti per risalirle.
Dobbiamo andare, altrimenti quei poveri ragazzi moriranno anche di fame.
Questa guerra mi ha tolto tutto, lasciandomi solo la paura. Mi ha tolto il tempo di prendermi cura di mio padre malato, il tempo di leggere i libri che riem­piono la mia casa. Mi ha tolto il futuro, soffocandomi in un presente di povertà e terrore.
Ma lassù hanno bisogno di me, di noi, e noi rispondiamo alla chiamata. Alcune sono ancora bambine, altre già anziane, ma insieme, ogni mattina, corriamo ai magazzini militari a valle. Riempiamo le nostre gerle fino a farle traboccare di viveri, medicinali, munizioni, e ci avviamo lungo gli antichi sentieri della fienagione.
Risaliamo per ore, nella neve fino alle ginocchia, per raggiungere il fronte. I cecchini nemici – diavoli bianchi, li chiamano – ci tengono sotto tiro. Ma noi cantiamo e preghiamo, mentre saliamo con gli 
scarpetz ai piedi. Ci aggrappiamo agli speroni con tutte le nostre forze, proprio come fanno le stelle alpine, i ’fiori di roccia’.
Ho visto il coraggio di un capitano costretto a prendere le decisioni più difficili. Ho conosciuto l’eroismo di un medico che, senza sosta, fa quel che può per salvare vite. I soldati ci hanno dato un nome, come se fossimo un vero corpo militare: siamo Portatrici, ma ciò che trasportiamo non è soltanto vita. Dall’inferno del fronte alpino noi scendiamo con le gerle svuotate e le mani strette alle barelle che ospitano i feriti da curare, o i morti che noi stesse dovremo seppellire.
Ma oggi ho incontrato il nemico. Per la prima volta, ho visto la guerra attraverso gli occhi di un diavolo bianco. E ora so che niente può più essere come prima.

martedì 7 febbraio 2023

#6 romanzi ambientati al college

 

Bentrovati, cari Eclettici!

In questo post della rubrica DIAMO I NUMERI vi consiglio 6 romanzi ambientati al college. Li conoscete? Ne avete altri da consigliarmi? Fatemelo sapere nei commenti!

giovedì 2 febbraio 2023

Demoni delle stelle - Recensione

 

Bentornati, cari Eclettici!

Nella recensione di questa settimana vi parlo di un paranormal romance, Demoni delle stelle di Marian Minardi. La cover mi ha catturata da subito, è davvero splendida. Vi consiglio di tenere d'occhio le pubblicazioni di Cherry Publishing, ci sono tanti titoli interessanti nel loro catalogo!


In un giorno qualunque, durante una festa di paese, le amiche di Mina decidono di trascinarla a farsi leggere il futuro da una cartomante. La ragazza non crede minimamente in queste cose e nonostante quella donna sembri saperle leggere dentro, Mina non dà troppo peso a quanto le dice. Eppure da quella notte un sogno ricorrente comincia a tormentarla, così reale e intenso da causarle seri problemi anche durante la veglia. Se non riuscirà a trovare nella realtà quell’affascinante ragazzo con cui passa ogni singola notte, la sua vita potrebbe precipitare nel baratro, fino al punto di non ritorno. Ma come si fa a trovare qualcuno basandosi solo su un sogno?

 

giovedì 26 gennaio 2023

Il pane perduto - Recensione

 

Buon giovedì, cari Eclettici!

Il libro di cui vi parlo oggi è un'autobiografia molto importante, una testimonianza preziosa che tutti dovremmo leggere almeno una volta nella vita: Il pane perduto di Edith Bruck.

 


Per non dimenticare e per non far dimenticare, Edith Bruck, a sessant’anni dal suo primo libro, sorvola sulle ali della memoria eterna i propri passi, scalza e felice con poco come durante l’infanzia, con zoccoli di legno per le quattro stagioni, sul suolo della Polonia di Auschwitz e nella Germania seminata di campi di concentramento. Miracolosamente sopravvissuta con il sostegno della sorella più grande Judit, ricomincia l’odissea. Il tentativo di vivere, ma dove, come, con chi? Dietro di sé vite bruciate, comprese quelle dei genitori, davanti a sé macerie reali ed emotive. Il mondo le appare estraneo, l’accoglienza e l’ascolto pari a zero, e decide di fuggire verso un altrove. Che fare con la propria salvezza? Bruck racconta la sensazione di estraneità rispetto ai suoi stessi familiari che non hanno fatto esperienza del lager, il tentativo di insediarsi in Israele e lì di inventarsi una vita tutta nuova, le fughe, le tournée in giro per l’Europa al seguito di un corpo di ballo composto di esuli, l’approdo in Italia e la direzione di un centro estetico frequentato dalla “Roma bene” degli anni Cinquanta, infine l’incontro fondamentale con il compagno di una vita, il poeta e regista Nelo Risi, un sodalizio artistico e sentimentale che durerà oltre sessant’anni. Fino a giungere all’oggi, a una serie di riflessioni preziosissime sui pericoli dell’attuale ondata xenofoba, e a una spiazzante lettera finale a Dio, in cui Bruck mostra senza reticenze i suoi dubbi, le sue speranze e il suo desiderio ancora intatto di tramandare alle generazioni future un capitolo di storia del Novecento da raccontare ancora e ancora.