Dal contest Un eclettico Natale, promosso dal blog
In quella stanza aleggiava uno strano profumo. Questo fu il primo pensiero che James formulò non appena aprì la botola che conduceva nella buia soffitta dei nonni.
Era la Vigilia di Natale e tutta la famiglia Morris era già riunita nella grande sala da pranzo al piano inferiore. James era arrivato poche ore prima assieme ai genitori e, dopo un saluto affettuoso ai nonni, si era diretto verso il secondo piano dell'enorme villa per dedicarsi al suo passatempo preferito: esplorare la soffitta di nonno Joe. Era un locale polveroso e disordinato, pieno zeppo di oggetti e scatoloni accatastati l'uno sopra l'altro. Ogni anno James ne apriva uno e vi rovistava dentro, curioso di scoprire nuovi cimeli di viaggio provenienti dai paesi più disparati. Prima di andare in pensione, infatti, nonno Joe aveva lavorato come pilota per un'importante compagnia, aveva girato il mondo e non si era mai scordato di portare a casa qualche souvenir per la moglie e i figli. Tappeti, cartoline, animaletti intagliati nel legno, libri scritti in decine di lingue differenti: in quegli anni James aveva trovato delle vere meraviglie in quegli scatoloni, che facevano volare la sua fantasia di bambino verso mondi da sogno che sperava di poter vedere con i propri occhi in futuro.
Ma, oltre all'odore di polvere e umidità, quella volta James percepì qualcos'altro, un profumo penetrante che non riuscì a catalogare. Seguendo la debole scia, si fece largo tra le scatole e i bauli coperti di teli bianchi, giungendo nell'angolo opposto della soffitta. Lì quel profumo strano era più forte, sentiva il naso pizzicare. Scostò una manciata di ragnatele e si ritrovò davanti la cassettiera di rovere che la nonna si era rifiutata di vendere quando la casa era stata rimodernata. Da quel che James sapeva, quel mobile era molto antico e apparteneva alla sua famiglia da generazioni, perciò capiva perché la nonna si fosse impuntata a riguardo. Era grosso e robusto, come tutti i manufatti antichi, e ricoperto da un sottile centrino lavorato a mano. James lo sollevò con cautela, tossendo un po' a causa della polvere, e lo mise da parte, sempre ben attento a non gualcirlo. Poi allungò la mano verso la maniglia del primo cassetto, lo aprì senza fatica e...